mercoledì 8 maggio 2019

ZOOM

17/04/2019 -  (ap)punti di una seduta di Laurea Magistrale in Storia dell'Arte, 
tre settimane dopo perché ce ne vuole a riprendersi da mesi e anni di stress non-stop.

Zoom sui colori dell'alba in cielo dopo un piccolo lacrimoso attacco di panico in una cucina non mia.
Io e L che cantiamo a pieni polmoni My Heart Will Go On mentre lei mi fa i capelli.
Uscire di casa da sola con la tesi in mano per raggiungere la macchina piena di tutti gli uomini della mia vita.
L'aula quasi vuota.
La calma improvvisa e impensabile, arrivata insieme al desiderio di volermi godere tutto tutto. Anche le imperfezioni che non uccidono davvero.
L'aula che si riempie impercettibilmente.
La tredicesima il diciassette.
Centodieci.
Io che non avevo mai ancora visto mio padre piangere.
La felicità di scoprire delle rose rosse sulla coroncina d'alloro.
Lo sfondo arancione nelle foto.
Fiori da Torino con un biglietto dalla mia infanzia.
I ritratti ufficiali.
Un dopocena in strada.
Di nuovo riuniti dopo tanto tempo. Di nuovo a rendermi conto che non passeremo mai, qualunque cosa essa significhi davvero.
Le canzoni sconce alla chitarra, cantate nel piazzale sotto la mia prima casa da fuori sede.
La nostra panchina piena di bottiglie a guidare assurde gare di free-style che mi hanno vista più volte pericolosamente a terra.
Il bene e la gratitudine immensi per ognuno di loro.
Il lungo, liberatorio, nostalgico forte pianto incontrollabile seduta a terra da qualche parte in mezzo alle luci quando verso le due di notte ho realizzato che tutto era finito.
Ce l'ho fatta.


mercoledì 6 febbraio 2019

UNA SERA

Il 30 gennaio 2019 ho passato l'ultimo, il più tranquillo, esame universitario della mia vita. Nella maniera più eccezionale possibile.
Ho finito per sempre gli esami ed è da una settimana che cerco di metabolizzare, soprattutto la sospettosa assenza dei sensi di colpa quando mi faccio certe dormite. Sospettosa assenza che ritorna, infatti, alla prima occasione possibile. Come me l'ha rovinata la vita, l'università. Lo dico sempre, ma sorrido ogni volta. Giuro. Adesso quando mi chiedono "e ora?", rispondo piuttosto drammaticamente che ora sono davvero scaraventata da sola nel mondo. E che non vedo l'ora, ma questo non lo dico.
Da quando ho superato l'ultimo esame della mia vita, una settimana fa, sono giunta davanti alla consapevolezza che ho cercato spesso di ricacciare indietro nella mia mente, in questi anni. Cioè che mo' so cazzi. Mo' so cazzi mettere in parole tutto quello che ho vissuto, mentre mi costruivo una cultura per imparare a muovermi nel mondo. Anche se questo l'ho capito davvero verso la fine: che lo studio m'è servito per imparare a vivere. E' impossibile, sarà impossibile, parlarne a comando e dire tutto: è stato troppo grande e inaspettato, da poter metabolizzare da qui a qualche anno.
Ho scritto da qualche parte che le parole arriveranno, all'improvviso, una sera.
Sono qui che le aspetto, da qualche parte nel futuro.


mercoledì 2 gennaio 2019




Roma, Alfonso Cuarón, 2018
Le prime lacrime di quest'anno.